Un mese di film - gennaio 2008


Into the wild
Visti al cinema - prima visione

Lussuria di Ang Lee (Lust, Caution, Cina - Stati Uniti, 2007)
Sogni e delitti di Woody Allen (Cassandra’s dream, Gran Bretagna - Stati Uniti, 2007)
Into the wild di Sean Penn (Stati Uniti, 2007)


Lussuria di Ang Lee (trailer)
Leone d’oro a Venezia 2007 è la storia di auto-distruzione di una giovane donna cinese che negli anni quaranta a Shanghai entra nella resistenza anti-giapponese, ma rimane schiacciata dalla mentalità rigidamente maschilista che nella Cina di quegli anni contagia tutti, conservatori e partigiani, filo-giapponesi e rivoluzionari, uomini onnipotenti e donne che rimangono affascinate dai loro carnefici. E’ un film che rasenta la perfezione stilistica, e quindi decadente, persino freddo nonostante le passioni violente che rappresenta. Non c’è ribellione, non c’è solidarietà, solo un grande fatalismo e pessimismo che tende a sfociare in ideologia della rassegnazione. Le scene di sesso, piuttosto esplicite, rappresentano molto efficacemente questa dialettica della sottomissione tra uomo e donna e, va detto, sono da un punto di vista artistico le più belle scene erotiche mai viste al cinema.


Sogni e delitti di Woody Allen (trailer)
Un buon Woody Allen, non dei migliori ma godibile. Una black comedy ambientata a Londra che riprende alcuni temi di Match Point: l’ambizione, il cinismo, la competizione individuale nella società contemporanea, il successo e la sopraffazione. Protagonisti sono due fratelli della middle class che, per realizzare i loro progetti decidono di dare uno mano allo zio miliardario in una faccenda molto sporca. Non senza tentennamenti morali, paure e grossolani errori che porteranno alla catastrofe finale. Quello che mi risulta davvero incomprensibile è il titolo che è stato dato alla versione italiana del film. L’orginale Cassandra’s dream conteneva un riferimento fondamentale. Cassandra è il nome della barca, il cui acquisto scatena le drammatiche vicende. E come si può intuire non è casuale il riferimento al personaggio mitologico e tragico che predisse le sventure di Troia.


Into the wild di Sean Penn (trailer)
Into the wild è il film che ho amato di più tra quelli visti nell’ultimo mese. Con le sue imperfezioni e ingenuità non vincerà mai un Leone d’oro, però è uno dei quei film che trae la sua forza dalla spontaneità, che ti colpisce nello stomaco, che fa sentire nella carne le catene portiamo dentro. E’ un road movie molto americano, nel migliore dei sensi possibili: mi ha ricordato Easy Rider per l’urgenza di una libertà senza compromessi. Alex non lotta per gli oppressi, lotta per la sua libertà, una libertà che deve essere assoluta nel rifiuto dei vincoli sociali ma che è anche fondata sul rispetto e sull’amore. La sua solitudine ne fa un Che Guevara tragico, o forse meglio un Don Chisciotte dei nostri tempi. Per ulteriori commenti su Into the wild vi rimando al blog di Francesca.


Visti in dvd - divx

Gia, film biografico del 1998 su Gia Carangi, top model ribelle degli anni ottanta. Forse la migliore interpretazione di Angelina Jolie.

Animal House, college comedy con John Belushi, di quei cult che si guardano una dozzina di volte e non stancano mai.

Musikanten, delirio sperimentale di Franco Battiato su Beethoven e la metempsicosi.

Ghost in the shell, fantascienza cyborg giapponese. Film d’animazione ispirato a un famoso manga e serie tv, ambientato in un futuro prossimo quando uomo e macchina tenderanno a fondersi per dare origine a un anuova specie.

La proprietà non è più un furto di Elio Petri, il più bunueliano e sovversivo tra i registi italiani degli anni settanta. Uno straordinario Ugo Tognazzi è un ricco macellaio perseguitato da un giovane marxista-mandrakista. Anarchismo espressionista e grottesco, che deride sia il capitalismo che l’anti-capitalismo.

La vida es bella, ma piu bello ancora è guardare un film in lingua originale

Non posso che sottoscrivere l’appello di francesca contro il doppiaggio. E se qualcuno avesse ancora qualche dubbio, è invitato a vedere quanto è triste e ridicolo Benigni in spagnolo:

[film] 2007, un anno al cinema

In the Valley of Elah di Paul Haggis è il miglior film del 2007

In The Valley of Elah, Paul Haggis
Oltre ad essere stato l’anno della morte di due mostri sacri come Antonioni e Bergman, il 2007 è stato l’anno della definitiva consacrazione di Paul Haggis come regista e Tommy Lee Jones come attore.

In The Valley of Elah è, secondo me, il film più bello e più importante del 2007. L’immagine della bandiera degli Stati Uniti issata capovolta (che nel linguaggio militare significa richiesta di aiuto) resterà come il simbolo di un impero in decadenza.

Ma tra i film imperdibili usciti nel 2007 ci sono anche gli ultimi capolavori di Gus Van Sant (Paranoid Park) e Ken Loach (It’s a free world). E Le vite degli altri del giovane regista tedesco Florian Henckel von Donnersmarck.

Citazione doverosa anche per Cronenberg (Eastern Promises), Zyang Yimou (La città proibita), Clint Eastwood (Lettere da Iwo Jima), Fatih Akin (Ai confini del paradiso), Danny Boyle (Sunshine).

Ma la sorpresa dell’anno, almeno per me, è stata Resident Evil: Extinction, un film visionario e in qualche modo anti-conformista in cui ho ritrovato echi di Blade Runner e V per Vendetta.

Tra le delusioni dell’anno metto i film di Tarantino (Grindhouse), Von Trier (Il grande capo), Olmi (Centochiodi) e Soldini (Giorni e nuvole).

Questi sono dunque i film che, nel bene o nel male, hanno caratterizzato il mio 2007 al cinema.

Il capolavoro
In The Valley of Elah

Gli imperdibili
Paranoid Park
In questo mondo libero
Le vite degli altri

Da vedere
La promessa dell’assassino
La città proibita
Sunshine
Lettere da Ivo Jima
Ai confini del paradiso

La sorpresa
Resident Evil: Extinction

Le delusioni
Grindhouse
Il grande capo
Centochiodi
Giorni e nuvole