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Maradona di Emir Kusturica - 30 maggio 2008
May 19th, 2008 — film, film 2008, prima visione
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April 29th, 2008 — festival, film, film 2007, prima visione
Il vento fa il suo giro (Italia, 2007) è un film di Giorgio Diritti.
“Il vento fa il suo giro e ogni cosa prima o poi ritorna”
“Io non faccio vacanze, faccio formaggio”
“A me la parola tolleranza non piace”
Il cinema Mexico si trova dalla parte opposta di Milano e non c’è neanche la metropolitana vicino. E così, nonostante 11 mesi di programmazione senza interruzione, non mi ero ancora smosso.
Poi, una domenica pomeriggio di fine aprile, con la città soleggiata e deserta, ho preso la metro verde fino a Porta Genova, ho attraversato il ponte di ferro sopra la stazione, ho percorso una via Savona addormentata, fino al Cinema Mexico. Ho comprato il biglietto e sono entrato alle 18.20 in una sala già buia e, con mia sorpresa, piena per una buona metà.
Il film era Il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti. Da quasi un anno sta riscuotendo un successo di pubblico basato esclusivamente sul passaparola degli spettatori. Nessun manifesto per strada, nessun trailer o spot in televisione, scarsissimo interesse dei media.
Il vento fa il suo giro racconta la vicenda di un pastore di capre francese che decide di trasferirsi con la propria famiglia sulle alpi piemontesi nella valle del Monviso, dove si parla ancora la lingua occitana. Una scelta anticonfomista quella di allevare capre. Una scelta non facile e un lavoro faticoso potendo contare solo sulle proprie forze e sulla propria ostinazione, mentre il mondo va in tutt’altra direzione. Il francese e la sua famiglia dovranno fare i conti con i problemi d’integrazione con la popolazione locale, tra invidie e incomprensioni, con un’economia e ritmi di vita ormai sintonizzati sulle esigenze del turismo delle seconde case.
I problemi della tolleranza e della convivenza tra uomini, culture e visioni del mondo differenti, gli stessi conflitti che riguardano le città, le metropoli e ogni comunità umana vengono affrontati con occhio antropologico stringendo l’obiettivo su un piccolo villaggio di montagna. E’ il cinema che ci permette di fare quello che non sempre riesce nella vita reale; guardare il mondo con gli occhi degli altri.
Il valore di questo film è pari soltanto alla miopia della grande distribuzione monopolista, secondo cui Il vento fa il suo giro non meritava di essere proposto nelle sale italiane, nonostante i successi nei festival internazionali e le buone critiche ricevute. Solo in poche città e poche sale indipendenti è stato possibile vederlo.
March 17th, 2008 — film, film 2008, prima visione
Persepolis (Francia, 2007)
Un film di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud
Uscito in Italia il 22 febbraio 2008
Sito ufficiale del film - Trailer
Persepolis è un film autobiografico d’animazione di Marjane Satrapi, tratto dall’omonimo fumetto. L’autrice, iraniana, vive in Francia da alcuni anni e in Italia è nota ad alcuni per le vignette pubblicate dal settimanale Internazionale.
Attraverso gli occhi di Marjane bambina, quindi adolescente inquieta e infine donna, Persepolis ripercorre 15-20 anni di storia iraniana, dalla fine degli anni settanta fino alla metà degli anni novanta: dall’insurrezione popolare e la caduta dello scià alla frustrazione delle speranze di libertà e giustizia sociale con l’instaurazione del regime islamico, le assurde leggi liberticide contro le donne, la miope politica culturale volta a impedire e censurare ogni comportamento vagamente riconducile all’occidente ateo e decadente.
E poi le esecuzioni di massa dei prigionieri politici, l’enorme tragedia della guerra con l’Iraq di Saddam (allora sostenuto e armato dall’occidente), con oltre un milione di morti, una generazione di giovani martirizzata, Teheran bombardata, l’inasprimento della politica del regime contro gli oppositori accusati di volta in volta di offendere i martiri della guerra e della rivoluzione, di essere anti-islamici, filo-occidentali o comunisti.
Particolarmente illuminante riguardo alla tipologia di regime instaurato con l’avvento della repubblica islamica la vicenda dello zio di Marjane. Incarcerato, già torturato e perseguitato sotto lo scià per le sue idee socialiste, scappa in Urss, quindi ritorna e partecipa attivamente alla rivoluzione, ma in seguito verrà arrestato e quindi giustiziato dal nuovo regime.
In un paese del genere non c’è molto spazio per una giovane ragazza libera e intelligente e così, pur tra mille difficoltà e ansie della famiglie, Marjane viene mandata ancora adolescente a Vienna. Ma il primo approccio con l’Europa è molto difficile e Marjane conosce sulla sua pelle la discriminazione e le difficoltà dell’integrazione. Seguirà il ritorno a Teheran, la depressione, gli studi in un’università ormai islamizzata, il matrimonio come strumento per ottenere un pò di libertà, quindi il divorzio e la decisione di trasferirsi in Francia.
Le vicende vengono narrate con un linguaggio molto semplice e scanzonato che coniuga ironia e leggerezza con la potenza della denuncia: la religione come strumento di potere avvelena ogni cosa.
Persepolis ha vinto il premio della giuria al festival di Cannes 2007. In Iran il film ha avuto una diffusione limitata, è stato censurato in alcune parti ritenute eccessivamente anti-islamiche ed è stato aspramente criticato per aver dato una rappresentazione incompleta e di parte della società iraniana.
Ecco un assaggio del film: