Paolo Rumiz, E’ Oriente

Che cos’è l’Europa? E’ Oriente…

E’ Oriente di Paolo Rumiz è uno dei migliori libri di viaggio che ho letto negli ultimi anni, che mi sento di consigliare soprattutto a chi

  • non sa indicare su una mappa dell’Europa dove si trova la Moldavia,
  • non è sicuro di conoscere la differenza tra Slovenia e Slavonia,
  • non ha mai capito se si dice Kòsovo oppure Kossòvo.

Come il grande Ryszard Kapuściński, Rumiz fa il giornalista, ma la sua vocazione è quella di viaggiatore. E leggendo si comprende quel che è banale per il viaggiatore ma incomprensibile per il turista. Che poco importa se vai a Timboctou o a Bassano del Grappa, perché il viaggio è innanzitutto una dimensione dell’anima che si nutre di lentezza, curiosità, disponibilità.

Ovunque si trovi, la bussola di Paolo Rumiz indica l’oriente. Istanbul e Novi Sad, Vienna e Trieste. Moravia e Bielorussia. Bari e Sarajevo. Il Danubio e la Drina. Oriente d’Europa.

Ma dov’è l’Europa? si chiede Rumiz in Piazza Venceslao a Praga, fra orde di turisti e imbroglioni.

Non qui. questo postaccio mi fa orrore. Devo cercare a oriente. E se ha ragione Havel, se davvero l’Europa è il luogo dove i popoli si addensano, allora anche i muezzin di Sarajevo sono Europa, anche i monasteri sui monti della Moldavia, anche i villaggi sperduti degli ebrei bielorussi, anche il fulvo microcosmo oltre i Tatra. Anche Istanbul. “

Calabria vera

Calabria

Chi va al mare non dica poi che è stato in Calabria, perchè la Calabria vera è quella dell’interno. E questo vale soprattutto in Calabria, ma credo in quasi tutto il Sud, e anche in Sardegna.

Morano Calabro, Pollino

Le foto sono tratte da un viaggio del 2005 nella zona del Pollino tra Calabria e Basilicata. Il paese è Morano Calabro, la cui conformazione urbanistica a cono sembra uscita direttamente dalla Citta del Sole di Tommaso Campanella.

Morano Calabro

Eldorado Road

Ti avverto, io non prendo mai l’autostrada“.

Eldorado Road di Bouli Lanners

Una Chevrolet del ‘79 taglia la pianura. Al volante Yvan, quarantenne grasso e abbruttito, commerciante fallito di auto usate. Al suo fianco Elie, giovane tossicodipendente esile e spaurito. E’ Eldorado Road (semplicemente Eldorado il titolo originale), road movie nostalgico di Bouli Lanners, ambientato in un Belgio inedito, oserei dire patagonico, con le nuvole che corrono basse sopra un’umanità marginale e anarchica.

Per riscoprire il senso del viaggiare, anche nel cuore dell’Europa, basta alzare il piede dall’acceleratore e uscire dalle autostrade, perdersi lungo vie secondarie e dimenticate, dove coesistono fallimento e libertà. E lì, in paesi abbandonati e discariche della modernità, che avvengono gli incontri con l’umanità senza cellulare, a cui è rimasta la stanchezza di vivere e la libertà di chi non ha più niente da perdere. Ecco il senso del viaggio, che non si misura con i chilometri percorsi. Chi ha una destinazione si sposta. Viaggia veramente solo chi ha rinunciato, chi non ha più una meta.

Bouli Lanners è un pittore riscopertosi regista di talento. Il suo ultimo film unisce leggerenza e intensità, poesia e divertimento. I suoi personaggi si troverebbe bene in un racconto di Osvaldo Soriano. Dopo Into the wild e Il treno per il Darjeling, ancora un road-movie del 2008, questa volta europeo, a confermare un anno particolarmente felice per questo genere.

Eldorado Road è un film di Bouli Lanners del 2008. Titolo originale: Eldorado. Cast: Bouli Lanners, Fabrice Adde, Didier Toupy, Philippe Nahon.