Eldorado Road

by zack on September 1, 2008

Ti avverto, io non prendo mai l’autostrada“.

Eldorado Road di Bouli Lanners

Una Chevrolet del ‘79 taglia la pianura. Al volante Yvan, quarantenne grasso e abbruttito, commerciante fallito di auto usate. Al suo fianco Elie, giovane tossicodipendente esile e spaurito. E’ Eldorado Road (semplicemente Eldorado il titolo originale), road movie nostalgico di Bouli Lanners, ambientato in un Belgio inedito, oserei dire patagonico, con le nuvole che corrono basse sopra un’umanità marginale e anarchica.

Per riscoprire il senso del viaggiare, anche nel cuore dell’Europa, basta alzare il piede dall’acceleratore e uscire dalle autostrade, perdersi lungo vie secondarie e dimenticate, dove coesistono fallimento e libertà. E lì, in paesi abbandonati e discariche della modernità, che avvengono gli incontri con l’umanità senza cellulare, a cui è rimasta la stanchezza di vivere e la libertà di chi non ha più niente da perdere. Ecco il senso del viaggio, che non si misura con i chilometri percorsi. Chi ha una destinazione si sposta. Viaggia veramente solo chi ha rinunciato, chi non ha più una meta.

Bouli Lanners è un pittore riscopertosi regista di talento. Il suo ultimo film unisce leggerenza e intensità, poesia e divertimento. I suoi personaggi si troverebbe bene in un racconto di Osvaldo Soriano. Dopo Into the wild e Il treno per il Darjeling, ancora un road-movie del 2008, questa volta europeo, a confermare un anno particolarmente felice per questo genere.

Eldorado Road è un film di Bouli Lanners del 2008. Titolo originale: Eldorado. Cast: Bouli Lanners, Fabrice Adde, Didier Toupy, Philippe Nahon.

httpv://it.youtube.com/watch?v=3Pc1RJE0yUU


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I migliori film del 2008 | ZackSpace
January 5, 2009 at 9:06 am

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Teoz September 1, 2008 at 4:14 am

Eldorado é un film bellissimo e sorprendente come solo puo’ esserlo un road-movie ambientato in paese di ridotte dimensioni in cui non é possibile guidare per pîu’ di 200 km senza passare una frontiera. Ma tutto cambia se si lascia l’autostrada e si viaggia sulle strade secondarie (le strade blu di Least-Heat Moon). Le distanze si riducono ma il tempo e la vita si dilatano.

Francesca September 1, 2008 at 5:23 am

vorrei solo aggiungere che a tratti il film è anche esilarante..come nella scena di Alain Delon

zack September 1, 2008 at 6:33 am

e che voglia di partire

Teoz September 2, 2008 at 3:30 am

La scena di Alain Delon, esilarante e surreale, é tipico humour belga. Mi ha ricordato i migliori film (La vie sexuelle des Belges, Camping Cosmos) di un maestro del cinema belga quale Jan Bucquoy. Fra l’altro Jan Bucquoy é un personaggio folle. E’ stato autore di fumetti, regista di teatro, fondatore del museo dello slip. Nel 1992 ha decapitato il busto del Re Baldovino sulla Grande Place di Bruxelles e dal 2005 ogni anno tenta un suo colpo di stato personale in Belgio “assaltando” il palazzo reale brandendo una bandiera anarchica.

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