Cover Boy: l’ultima rivoluzione

Cover Boy: l’ultima rivoluzione è un film di Carmine Amoroso con Eduard Gabia, Luca Lionello, Chiara Caselli, Luciana Littizzetto. Italia, 2007

Cover Boy

“Qui in Italia, se non c’hai il culo parato, se non c’hai la famiglia che ti aiuta, puoi essere uno straniero in patria”

E’ da almeno un anno che il cinema italiano sta cercando di parlare del precariato. Ci aveva provato Soldini con Giorni e Nuvole, da qualche settimana è nella sale Tutta la vita davanti di Virzì. Tentativi a mio parere non del tutto riusciti.

Non tutti sanno che, sullo stesso argomento, c’è un film che da quasi due anni gira per i festival di mezza Europa riscuotendo applausi e consensi sia dalla critica che dal pubblico. Questo film è Cover Boy - L’ultima rivoluzione di Carmine Amoroso, regista abruzzese alla sua opera seconda.

Cover BoyCover Boy è la storia di un’amore ai tempi della globalizzazione, ambientato tra l’Italia e la Romania, in quella zona invisibile di sottoprecariato che unisce trasversalmente est e ovest, nord e sud, primo mondo e terzo mondo, paesi ricchi e paesi poveri.

Ioan arriva a Roma da Bucarest, non conosce nessuno e senza un euro in tasca si aggira spaesato intorno e dentro la Stazione Termini. Qui si scontra con un addetto alle pulizie. E’ Michele, lavoratore precario e incattivito, interpretato da un bravissimo Luca Lionello. “Siete nati là, state là!” è l’idea di Michele sugli immigrati. E’ la guerra, il conflitto tra poveri che caratterizza la fase attuale di un capitalismo senza coscienza di classe.

Alla soglia dei quarant’anni l’italiano Michele è un emarginato quanto l’extracomunitario Ioan. Michele è un fantasma che si aggira con la vespa per le vie della capitale, un lavoro di merda appena sufficente a sfamarsi e pagare l’affitto di una stanza in periferia, la vita perennemente appesa al filo di un rinnovo.

Superata la diffidenza, Michele accetta di subaffittare a Ioan il suo divano, qualche euro in più gli fa comodo. Con la convivenza, tra i due si va instaurando un rapporto d’amicizia fragile e ambiguo quanto prezioso. Michele sembra trovare in Ioan nuovi stimoli, prova nuovamente sentimenti ed emozioni che aveva messo da parte, e che risvegliano un’omosessualità non del tutto accettata.

La situazione precipita quando la ruota della fortuna sembra girare dalla parte giusta per Ioan, ingaggiato come modello per una campagna pubblicitaria. La partenza per Milano di Ioan rischia di far crollare il castello dei sogni e getta nuovamente Michele nel deserto del reale. Anche l’amicizia è precaria, anche l’amore, anche i sogni.

Come Rossellini e De Sica cinquant’anni fa, Amoroso riesce a dar voce e volto agli invisibili. Quello che oggi non riesce a fare la politica, relegata a rumori di fondo provenienti da una televisione che qualcuno ha dimenticato di spegnere.

Se questo mese avete tempo per vedere un solo film italiano, andate a vedere Cover boy! Uscito in sordina senza pubblicità e manifesti, sta riscuotendo buon successo anche di pubblico, nonostante la distribuzione limitata a una decina di sale in tutta Italia.

1 comment so far ↓

#1 Francesca on 05.08.08 at 17:54

un film stupendo e stupendamente: un modo serio, realistico e profondo di analizzare il tema dell’emarginazione sociale.

Ma perchè le case di distribuzione italiane sono così miopi?

Leave a Comment