Invettiva contro i genovesi tristi a Milano

Vicoli di Genova[Vicoli di Genova, foto di Stefano Coviello]

Su Mente Locale è in corso un dibattito tra genovesi all’estero, assaliti dalla nostalgia per le trenette al pesto, e per “quel mare scuro che si muove anche di notte e non sta fermo mai“.

Come genovese residente da qualche anno a Milano questi discorsi mi riportano alle infinite discussioni con tanti amici, famigliari, colleghi, conoscenti. Quasi tutti appartenenti alla categoria dei genovesi tristi a Milano.

Milano è brutta. E’ pericolosa. A Milano c’è la nebbia. Belin, quanto è cara Milano! Non sanno fare la focaccia. C’è lo smog, c’è traffico, non c’è il mare… Il mugugno non abbandona mai il genovese triste a Milano.

Rispetto ai genovesi che vivono all’estero il genovese triste a Milano sembra avere un vantaggio: la sua amata Zena è a meno di due ore di distanza. E così alle 9 di sera di venerdi lo trovi già lì a casa dei genitori o in trattoria davanti a un piatto di trofie al pesto e una bottiglia di vermentino, col suo sorriso stanco da genovese e la cravatta slacciata.

Il genovese triste a Milano non sa che la vicinanza lungi dall’essere un vantaggio è una condanna. La vicinanza rende il genovese triste sempre più nostalgico: mantiene la sua casa a Genova e a Milano affitta la stanza più lurida ed economica che trova (“tanto a casa non ci sto mai“), di solito in zona Famagosta. Oppure va ad abitare ad Assago o a Bereguardo, il più vicino possibile al casello autostradale dell’A7. Il pendolarismo diventa la sua condizione esistenziale. Vive perennemente con la testa al weekend, e la sua profezia ‘Odio Milano’ si autoavvera.

Genova intanto assume dei contorni mitologici che la fanno rassomigliare a Salvador de Bahia. Genova nella testa del genovese triste a Milano è la città del sole, del mare, dove si vive con ritmi di vita più umani. Ah se trovassi lavoro a Genova si che sarei un uomo felice!

Il maggior problema di Milano, secondo me è il fatto che sempre più gente ci viene a lavorare ma non è interessata a nient’altro che al lavoro. Come fai a dire che Milano è brutta se te ne stai chiuso in ufficio dalle 9 alle 23, se alle 18 di venerdì sali sull’Intercity e poi passi il weekend in Piazza dell Erbe a lamentarti di quanto è brutta Milano?

Dopo quasi trent’anni vissuti a Genova, sono felice di essere venuto via. Adoro Genova e i suoi vicoli sporchi ma confesso che iniziava a starmi un pò stretta, a darmi una vaga sensazione di claustrofobia. Oddio non è che Milano sia la mia città ideale, ha certamente molti difetti ma almeno non è sempre uguale a se stessa. E poi, come dice Matteo, genovese felice a Bruxelles il punto è un altro:

” Non cercare in un paese, in una città quello che non puó e non sa offrire ma imparare ad apprezzarne e ad amarne i lati positivi anche se diversi da quelli a cui siamo stati abituati. ”

13 comments ↓

#1 Francesca on 02.17.08 at 13:04

va bene, zack, hai ragione: il genovese triste, schiavo del lavoro, seguace del mugugno, pendolare volontario del fine settimana, è un masochista che si autocondanna a un’esistenza misera di due giorni a settimana.

A onor del vero, bisogna però dire che qui a Milano il clima invernale è davvero opprimente - anche a Genova ci sono giornate grigie e senza sole, ma qui ce ne sono di più - e che la nostalgia del mare è reale - in questa città senza verde
si avverte un bisogno quasi ossessivo-compulsivo di un contatto con lo natura, uno sfogo alla prospettiva visiva che è, sempre, costantemente frustrato.

Per il resto sono d’accordo sullo trasferirci a Salvador de Bahia - chissà che lì la focaccia non la sappiano fare?

#2 Stefano on 02.17.08 at 14:03

“Come fai a dire che Milano è brutta se te ne stai chiuso in ufficio dalle 9 alle 23, se alle 18 di venerdì sali sull’Intercity e poi passi il weekend in Piazza dell Erbe a lamentarti di quanto è brutta Milano?”

con questa mi hai fatto sorridere e pensare…chissà quante volte l’avro fatto in occasioni simili?

complimenti per il blog!

#3 tupet on 02.17.08 at 18:09

non è che milano sia triste di per se’. forse è triste doversi trasferire per lavoro. non è esattamente come andarsene in erasmus in spagna, quando hai tutto il tempo di scoprire gli angoli nascosti della città e delle persone. a milano si lavora, a genova non tanto. a milano si fa carriera, a genova, al massimo, si lavora. i genovesi a milano pensano a genova, sì, come dici tu, perché è vicina, quasi vicinissima, se non fosse per la menata di trenitalia. però i soldi girano di più a milano, e noi (io) genovesi tristi a milano andiamo a prenderci un po’ di quei soldi, un po’ di quel l’aria da capitale europea, e un po’ di esperienza lavorativa. dopodiché ci sentiremo pronti di tornare, oppure di andare, prima, un po’ in giro per il mondo, poi tornare. perché la differenza sostanziale è questa: puoi anche sentirti cittadino del mondo, ma genova è un posto dove si può pensare di tornare, milano no.

#4 Anonymous on 02.17.08 at 18:43

venezia è un luogo non comune.
su venezia c’è un luogo comune: “venezia è bella ma non ci vivrei”.

si coniughi ora la medesima frase sostituendo il soggetto enunciato dapprima con “genova”, indi con “milano”.

ripetere ad alta voce.

pallo

#5 zack on 02.18.08 at 10:50

@tupet - ecco un bel commento da genovese triste che vive milano solo come posto dove lavorare. da te non me l’aspettavo :-(

milano può non essere una città facile, ma per imparare a conoscerla e ad amarla bisogna avere il coraggio di tagliare il cordone ombelicale, altrimenti per quella miseria di stipendio che rimane dopo aver pagato l’affitto meglio lasciar perdere e tornare a casa. e chi se ne frega della carriera, che poi non mi pare ci siano tutte queste opportunità.

#6 zack on 02.18.08 at 11:08

giorgio mi scrive e mi parla del suo amore riscoperto per genova, in particolare gli piace

alzarsi la mattina del sabato a andare a correre tra boccadasse e vernazzola

al pomeriggio del sabato prendere il lazer e fare 2 bordi davanti sturla e quarto

prendere la vespa in primavera a in maglietta andarsi a fare un bagno a pieve

niente male, d’accordo
mi arrendo, queste cose a milano non le puoi fare, se per te sono importanti resta a genova. la mia invettiva però non è contro chi come te fa ritorno a genova ma contro chi stando a milano mantiene la testa a genova, come se fosse l’unica città al mondo dove valga la pena vivere

#7 tupet on 02.18.08 at 13:30

caro zack, lo so che non te l’aspettavi..ma non ho nessuna intenzione di imparare a conoscere e ad amare milano e da quando in qua non voler tagliare il cordone ombelicale è sinonimo di mancanza di coraggio?
si può essere genovesi tristi a milano senza essere, tutto sommato, tristi. peggio sarebbe essere milanesi tristi a milano..jeje.

#8 Teoz on 02.18.08 at 14:18

Dal tono dei commenti al post di Zack sembra che ci siano davvero poche possibilità che i genovesi imparino o provino ad apprezzarsi e a godere i lati positivi di Milano.

Proviamo allora a capovolgere la questione…quale città italiana o europea sarebbe in grado di curare la vostra nostalgia genovese ? Dove vorreste andare a vivere ?

Da genovese felice a Bruxelles dico che mi piacerebbero molto Berlino o Barcellona. In Italia invece - almeno a livello di grandi città - davvero non saprei.

#9 tupet on 02.18.08 at 14:40

ciao teoz!
io (per carattere) se devo imparare ad apprezzare qualcosa, vuol dire che non mi piace mica tanto.
e il godimento, sia pure di una città, o ce l’hai o non ce l’hai.
milano non mi piace, in generale, ma ci sono tantissime cose di milano che mi piacciono molto: i vecchietti che giocano a bocce nell’aiuola spartitraffico, i film in lingua originale, il fatto che ogni sera potrei andare a ballare il tango in un posto diverso, il fatto che posso muovermi al caldo sottoterra e attraversare la città in poco tempo.
milano ha il suo fascino, perché no? diciamo pure che è vivibile, se proprio ti manca il mare, ripieghi su un parco, che a genova parchi così ce li sognamo.
obiettivamente, milano ha anche i suoi pregi, e genova anche i suoi difetti.
puoi valutare i pro e i contro, per l’una e per l’altra…ma i sentimenti? una città come milano ti può anche piacere, ma io forse, stupidamente, sono innamorata di genova…ciao!

#10 Anonymous on 02.18.08 at 18:04

a parte il fatto che quando annunci di essere di genova i lombardi ti chiedono:”ma…genova genova?” per sapere se in realtà vivi in provincia (come loro?) e a parte l’inquinamento che ci sta uccidendo, mi piace stare a milano e no, non mi manca il mare
quando torno a genova la trovo ogni volta più bella e l’adoro, ma restarci è un po’ come morire
anto

#11 tupet on 02.24.08 at 10:03

Se poi qualcuno volesse approfondire l’argomento Trenitalia, qui c’è la mia personale invettiva:

http://supertupet.blogspot.com/

#12 Buga on 04.02.08 at 11:19

Salve, ho lavorato quasi 2 anni a Milano, che tristezza una citta che non e riuscita a entrarmi nel sangue, triste, finta proprio deprimente, si andavo a stordirmi all’ Holliwood in c.so Como… ma poi ??
Ora non sto’ piu a Milano, vivo per lavoro a Londra, e sono felice e soddisfatto, torno ogni 2/3 mesi a Genova e la amo da morire ma vivendo qui non mi manca.

Se devo paragonare Milanoa Londra la trovo chiusa, e provinciale, per tornare a vivere a Milano dovrebbero strapagarmi oro. Poi detto tra di noi anche professionalmente parlando non e’ che ci siano tutte ste possibilita… smentiamola poi col fatto che i milanesi lavorino cosi tanto, sono principalmente affaccendati o impegnati a far finta di lavorare piu degl’altri.

Saluti

#13 marco on 07.22.08 at 08:39

io che sono milanese se dovessi andare a vivere a genova mi sparerei. Di sera un mortorio assurdo (a cuneo c’ e’ piu’ vita).
Se milano e’ triste genova cos’ e’ ?

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