In the Valley of Elah di Paul Haggis è il miglior film del 2007

Oltre ad essere stato l’anno della morte di due mostri sacri come Antonioni e Bergman, il 2007 è stato l’anno della definitiva consacrazione di Paul Haggis come regista e Tommy Lee Jones come attore.
In The Valley of Elah è, secondo me, il film più bello e più importante del 2007. L’immagine della bandiera degli Stati Uniti issata capovolta (che nel linguaggio militare significa richiesta di aiuto) resterà come il simbolo di un impero in decadenza.
Ma tra i film imperdibili usciti nel 2007 ci sono anche gli ultimi capolavori di Gus Van Sant (Paranoid Park) e Ken Loach (It’s a free world). E Le vite degli altri del giovane regista tedesco Florian Henckel von Donnersmarck.
Citazione doverosa anche per Cronenberg (Eastern Promises), Zyang Yimou (La città proibita), Clint Eastwood (Lettere da Iwo Jima), Fatih Akin (Ai confini del paradiso), Danny Boyle (Sunshine).
Ma la sorpresa dell’anno, almeno per me, è stata Resident Evil: Extinction, un film visionario e in qualche modo anti-conformista in cui ho ritrovato echi di Blade Runner e V per Vendetta.
Tra le delusioni dell’anno metto i film di Tarantino (Grindhouse), Von Trier (Il grande capo), Olmi (Centochiodi) e Soldini (Giorni e nuvole).
Questi sono dunque i film che, nel bene o nel male, hanno caratterizzato il mio 2007 al cinema.
Il capolavoro
In The Valley of Elah
Gli imperdibili
Paranoid Park
In questo mondo libero
Le vite degli altri
Da vedere
La promessa dell’assassino
La città proibita
Sunshine
Lettere da Ivo Jima
Ai confini del paradiso
La sorpresa
Resident Evil: Extinction
Le delusioni
Grindhouse
Il grande capo
Centochiodi
Giorni e nuvole
3 comments ↓
Non ho ancora visto Paranoid Park di Gus Van Sant, ma ci sono almeno due punti su cui dissento con te.
‘Eastern Promises’ (la promessa dell’assassino) di Cronenberg l’avrei inserito, quanto meno, tra gli imperdibili - non sono proprio capace a scegliere ma diciamo che, a mio giudizio, poteva aspire anche ad un ex aequo con in the Valley of Elah - un bellissimo film, certo, ma in cui non mancano aspetti un pò banali o scontati (la poliziotta buona, il subdolo indottrinamento religioso del figlio di lei)
Mi sembra invece eccessivo annoverare ‘In questo mondo libero’ tra gli imperdibili: il tema è socialmente importante, è vero, ma è il solito film di Ken Loach, non solo per il messaggio “morale”, ma anche come stile di regia - uno stile che, per caricarsi di realismo, è volutamente sciatto - e che mi ha proprio annoiato, così come mi ha annoiato in generale il film.
non so cosa intendi con ‘il solito ken loach’. non riesco a vederlo come una critica visto che stiamo parlando di uno dei piu grandi registi degli ultimi 30 anni.
non ho mai visto ne letto niente che sia paragonabile al suo ultimo film per la lucidità e il realismo (e il pessimismo) con cui descrive il mondo del lavoro e la società di oggi.
[...] Nella valle di Elah di Paul Haggis (Usa) Paranoid Park di Gus Van Sant (Usa / Francia) [...]
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