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[Cult - aspettando il ritorno] Nella casa delle libertà…

…facciamo un po come cazzo ci pare.

Stato pontificio

(Vignetta profetica di ElleKappa)

Il governo cade (questa sembra la volta buona). E il Vaticano si prepara a governare l’Italia. Ecco il programma di Bagnasco. Dopo la prima e la seconda repubblica, torniamo allo Stato Pontificio.

Chi è intollerante?

« Non preoccupatevi troppo del razzista che Vi dice: “Siete intolleranti”, preoccupatevi del fatto che quello lì è razzista, e di non esserlo voi »
Flavio Baroncelli

Che cosa succede all’idea di tolleranza se la si considera esclusivamente dal punto di vista grammaticale? Se si definisce tollerante semplicemente “colui che tollera” si giunge alla conseguenza paradossale che Martin Luther King era un intollerante perché non tollerava le discriminazioni razziali. Il tollerante che tollera il razzismo e l’ebreo che tollera il nazista sono il paradosso inevitabile della nozione grammaticale di tolleranza.

I mezzi di comunicazione e i politici giocano spesso più o meno consapevolmente con l’ambiguità della parola tolleranza. L’ultimo esempio riguarda la vicenda di Joseph Ratzinger, capo della confessione religiosa denominata “Chiesa cattolica apostolica romana”, invitato a parlare alla più importante Università di Roma, e poi indotto a rinunciare dalle proteste che si sono sollevate da parte di alcuni docenti e studenti.

I media si sono schierati quasi all’unanimità dalla parte di Benedetto XVI, il quale sarebbe stato vittima di un atto di intolleranza. Persino intellettuali non sospetti di simpatie vaticane come Claudio Magris criticano il comportamento di chi ha contestato la presenza del Papa all’università. In un editoriale del Corriere della Sera Magris scrive:

” Un laico avrebbe diritto di diffidare formalmente la cagnara svoltasi alla Sapienza dal fregiarsi dell’appellativo «laico». È lecito a ciascuno criticare il senato accademico, dire che poteva fare anche scelte migliori: invitare ad esempio il Dalai Lama o Jamaica Kincaid, la grande scrittrice nera di Antigua, ma è al senato, eletto secondo le regole accademiche, che spettava decidere; si possono criticare le sue scelte, come io criticavo le scelte inqualificabili del governo Berlusconi, ma senza pretendere di impedirgliele, visto che purtroppo era stato eletto secondo le regole della democrazia. “

Mi pare che la nozione di tolleranza di Magris sia paradossale e inutile, se non pericolosa. La stessa nozione di critica perde ogni senso se svuotata della pretesa e dell’azione volta a modificare ciò che si sta criticando. Non critico il razzista perché è una piacevole attività intellettuale ma perché è mio desiderio che il razzismo venga eliminato dalla società e sto concentrando i miei sforzi e le mie azioni in questa direzione.

Chiarito questo punto, non mi risulta che i firmatari della lettera contro l’intervento del Papa alla Sapienza abbiano radunato squadre di picchiatori. Quello che hanno fatto è esprimere in maniera formale all’istituzione di cui fanno parte il loro dissenso e la loro ‘intolleranza’ verso il capo di una istituzione ecclesiastica che è intollerante verso la scienza oltre che verso molte persone e soggetti deboli.

E qui arriviamo all’altro punto della questione che vale la pena di analizzare.

« Il problema dell’intolleranza non è un problema serio se chi è intollerante è più debole di chi non viene tollerato. […] I problemi si creano quando c’è uno più forte che può fare del male o che fa parte in qualche modo di una maggioranza più forte che può fare del male. Allora, per forza, la tolleranza che conta è quella di quello più forte. »
(
Flavio Baroncelli)

La campagna mediatica di questi giorni ha tratteggiato la Chiesa come vittima dell’intolleranza, cioè come soggetto debole. Ha davvero senso? Ha senso cioè sostenere che nell’attuale panorama politico e culturale un gruppetto di insegnanti di fisica siano il soggetto forte e che la Chiesa sia il soggetto debole ? Ha senso sostenere che i gay che chiedono gli stessi diritti che spettano ai cittadini eterosessuali siano il soggetto forte e intollerante e che la Chiesa sia ancora una volta il soggetto debole e vittima di intolleranza?

Ma queste sono precisamente le tesi dei clericali che hanno da tempo lanciato un’offensiva culturale per rafforzare l‘egemonia della Chiesa sulla politica e sulla società italiana. Ed è una battaglia che i clericali stanno vincendo, perché sono sempre meno le voci che hanno voglia di smascherare la truffa.


Cult people


Il genio non basta. Bisogna essere bravi, anche bravissimi, ma in modo non convenzionale, provocatorio, tormentato. La gente non ama chi semplicemente eccelle in qualche arte, professione o ramo del sapere. Non è attratta da chi si applica e raccoglie i frutti del duro lavoro. Non ama i secchioni ma i belli e dannati, McEnroe non Lendl, Maradona non Pelé.

Q
uelli che sono un cattivo esempio per i giovani. Quelli che potrebbero trionfare ma si buttano via. Quelli che stanno sulla cattiva strada. Quelli che sono disposti a morire per una causa o per disgusto. Quelli che potrebbero fare qualsiasi cosa ma non sempre ne hanno voglia. Quelli che sono contro.

Tutti abbiamo i nostri idoli cult, amati di un amore intollerante, feroce e senza condizioni. Come l’amore di Schroeder per Beethoven.

In ordine sparso e casuale, (tra i cult non è possibile fare classifiche):

Diego Maradona
calciatore

Gian Maria Volonté
attore

Gia CarangiGia Carangi
modella
Fabrizio De André
cantautore

Elliott Smith
cantautore

Angelina JolieAngelina Jolie
attrice

Ernesto Che Guevara
rivoluzionario

Charles Bukowski
scrittore

Metelkova, controcultura a Lubiana

A pochi minuti a piedi dal centro di Lubiana sorge la Metelkova, una caserma militare abbandonata e occupata nel 1993 da un gruppo di artisti controcorrente. Oggi la Metelkova è un luogo unico del suo genere in Slovenia e uno dei più originali centri di cultura alternativa in Europa.

La Lonely Planet definisce la Metelkova come una piccola Christiania, il leggendario quartiere hippy di Copenaghen. Il paragone mi pare eccessivo. A noi italiani può ricordare piuttosto l’atmosfera dei centri sociali tipo Leoncavallo. Con la differenza che qui la gente non ci viene solo per svolgere attività politica o culturale, ma ci vive.

Visitate la Metelkova di giorno per curiosare tra gli atelier degli artisti e per fotografare i bellissimi murales.

Andateci di sera, meglio se dopo mezzanotte, per scoprire la vita notturna più alternativa di Lubiana. Dietro ogni porta (di solito senza insegne) può celarsi un bar, una discoteca di musica elettronica o un locale punk. La popolazione è varia. Nonostante la predominanza di giovani con piercing e capelli viola, il sabato sera qui c’è anche gente ‘normale’.

Alla Metelkova potete anche alloggiare. Si trova qui il Celica Hostel, uno degli ostelli più originali al mondo, ricavato da una ex-prigione militare riadattata da architetti e designer. Consigliato a chi vuole provare il brivido di passare una notte in cella.