[calcio] Chiorri, un marziano blucerchiato a Cuba



Il 23 settembre 2007, alla vigilia del derby Sampdoria-Genoa, esce sul Manifesto questa intervista ad Alviero Chiorri, bandiera blucerchiata dei primi anni ottanta.

L’ex marziano doriano

 

 

 

 

Alviero Chiorri, genio e sregolatezza del calcio degli anni ‘80. “Quando giocavo pensavo alla gente allo stadio, queste cose sono nel dna. Gli spettatori vogliono divertirsi e da me si aspettavano sempre qualcosa di bello. Entravo in campo per loro”


Il marziano, il freak, il ribelle, il genio. Di sicuro c’erano i suoi riccioli, i suoi calzettoni tirati giù e una immensa voglia di giocare per stupire il pubblico. Un artista del calcio, un fantasista, un numero dieci, dentro e fuori dal campo. Alviero Chiorri, esteta del colpo, talento espresso ma carriera al di sotto delle sue possibilità, è comunque rimasto negli anni un mito di fantasia e anticonformismo per tutti i sampdoriani, ma anche per quei genoani che alla parola Chiorri, associano immediatamente ricordi e aneddoti: derby, altri tempi, fine 70, primi anni 80. Era mancino e indossava sempre due scarpini diversi: nella destra i sei tacchetti, scarpa pesante, ben piantata a terra per garantire l’equilibrio. Nel sinistro i tredici tacchetti: scarpa leggera e libera di inventare, senza zavorre. Giocò anche con Lippi: la sua squadra di calcio a Cuba, composta da italiani, gioca con le casacche della nazionale italiana fornite proprio dal tecnico campione del mondo.

Romano, 48 anni, vive a Cuba da ormai 15 anni. E’ a Roma dalla sua famiglia, per qualche giorno.
Sarai mica tornato apposta per il derby?
No, purtroppo andrò via prima, lo seguirò a Cuba e non sarà la stessa cosa. Il derby è sempre stata una partita particolare, sentita, qualcosa di diverso a Genova. Epici i tuoi duelli con Gorin, terzino genoano, scomparso nel 2002.
Sì, erano belle sfide. Ci si affrontava in campo, c’era molto rispetto, eravamo amici. Dopo la partita si andava in piazza Tommaseo, c’era un locale con piano bar e lì suonavano i New Trolls. Altri tempi. Era un calcio diverso. Più giocato, più divertente. Altri presidenti, Fossati, Mantovani (che quando cedette Chorri gli confessò, lacrime agli occhi, “sei stata la più grande delusione della mia vita”).
Era tutto molto diverso. C’erano anche i vari Anconetani, Rozzi: presidenti che prima di essere imprenditori erano tifosi. Avevano la passione prima di tutto. Tu hai smesso nel 92, dicendo che questo calcio non ti divertiva più.
Sì, mi sembrava fosse diventato un calcio giocato più fuori dal campo, privo di gioia, diverso, con altri interessi. E quando hai sentito di Calciopoli?
Eh non pensavo certo a tutto quel marcio. Mi sono stupito ma in un certo senso è la prova di quanto il calcio sia cambiato. E’ diventato qualcosa che si gioca dappertutto tranne sul campo. Dopo Calciopoli avrei preferito si facesse piazza pulita, via tutti. Invece mi pare che nelle poltrone ci siano sempre le stesse persone. Forse per questo motivo oltre a smettere di giocare sei anche andato a Cuba?
Può essere…a Cuba andai con alcuni amici quando smisi di giocare, era un viaggio tipico, organizzato. Mi sembrò un posto in cui stare finalmente in tranquillità, senza pressioni. E ho deciso di rimanere. Che fai a Cuba (vive a L’Avana) e che ne pensi?
Non faccio niente, mi piace Cuba non solo per il mare, ma anche per come si gestiscono le cose. Intanto c’è un’attenzione al sociale molto diversa rispetto a noi, ospedali, scuole, è tutto considerato al primo posto. Poi si vive lentamente, con calma. Ogni volta che torno in Italia mi sembrano tutti incazzati e di corsa. Là è diverso. E’ un popolo aperto mentalmente, dignitoso, alla mano. Di Fidel che si dice?
E’ un anno che non si vedeva. Spero duri il più a lungo possibile, ma la gente è orgogliosa e legata al discorso rivoluzionario. Il carisma di Fidel è determinante ma ormai la società ha acquisito questa idea di gestione; come struttura funziona indipendentemente da chi lo gestisce. Certo non si può sapere precisamente cosa potrebbe succedere dopo di lui, le reazioni a Cuba… Torniamo al calcio, ma sai un calciatore italiano, che vive a Cuba, intervistato dal Manifesto…ti piaceva essere chiamato Il Marziano?
Sinceramente io sono arrivato un po’ impreparato, all’epoca non era come adesso che a 14 anni il ragazzino è già impostato. Io mi sono ritrovato dalla piazzetta alla serie A. Mi sembrava che alcune cose che facevo mi venissero naturali, non capivo come mai la gente pensasse fosse qualcosa di strano. Io sono onorato di essere arrivato a certi livelli, ho giocato contro Platini, Maradona, avevo a fianco Brady, Francis, tutti grandi giocatori. Non mi sono mai sentito così, marziano. Non dico che giocavo solo in funzione del pubblico, ma quasi. Queste cose sono nel dna. Quando giocavo pensavo alla gente allo stadio, pensavo che fossero lì per divertirsi e per vedere qualcosa di bello, giocavo anche per fare spettacolo per loro. Quando giocavi si diceva che fossi l’unico calciatore che fatto un tunnel, tornava indietro per farne un altro. Li fai ancora i tunnel?
Li faccio, ai due all’ora. Gioco in una squadra di italiani a Cuba, ma siamo vecchietti ormai. Vedo il colpo, ma manca il fisico. E si parlava di come ti eri presentato al raduno con Bersellini (l’allenatore che voleva portarlo all’Inter, ma poi scelsero Beccalossi).
Si, sembravo un albero di Natale, orecchini, calzoncini…Capisci, ero impreparato! Bersellini in ogni caso è l’allenatore che ricordo di più, mi fece esordire in A. A volte penso mi piacerebbe tornare indietro e rivivere quei momenti con la mentalità di adesso. Senza la giusta mentalità non puoi fare carriera. Non ti chiedo un pronostico per il derby, diciamo pareggio e tutti contenti?
Spero che sia una bella partita. I derby spesso sono partite inguardabili.


Simone Pieranni

Il Manifesto del 23 settembre 2007

3 comments ↓

#1 Anonymous on 10.23.07 at 18:15

forza genoa

#2 brigu on 04.11.08 at 14:51

masantiddio, zacco, ti pare normale che dopo che non ho tue notizie da un totem di tempo, ti vado a trovare cercando su google una foto del marziano????
incredibol!
fatti sentire.
bep.

P.S. per anonymous: 7 MAGGIO TUTTO L’ANNO!!!!!!!!!

#3 zack on 04.12.08 at 02:57

davvero pazzesco… ciao bep

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