June 12th, 2009 — viaggi

Isola di Lussino, Croazia. La piccola spiaggia di Veli Zal nella baia di Suncana Uvala.

Isola di Lussino, Croazia. Una spiaggia a Mali Losinj nei pressi dell’hotel Aurora, baia di Suncana Uvala.

Mare, scogliere e pinete a Lussino.

Pausa pranza in riva al mare a Mali Losinj.

Primo approccio al mare di Lussino. A maggio l’acqua è ancora fredda.

Il grazioso paesino di Veli Losinj, con il porticciolo e i ristoranti di pesce.

Turisti a Veli Losinj, Maggio 2009.
Link utili
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April 10th, 2009 — libri
“Immaginate che l’albero sia il nemico, il ribelle che ha ucciso i vostri genitori, la vostra famiglia, il responsabile di tutto ciò che vi è successo” urlava il caporale. “E’ così che infilzereste chi vi ha ucciso la famiglia? Guardate come si fa” Estrasse la baionetta e iniziò a urlare trafiggendo l’albero. “Prima lo colpisco allo stomaco, poi al collo, poi gli infilzo il cuore, glielo strappo, glielo faccio vedere e infine gli cavo gli occhi. Ricordate che probabilmente ha ucciso i vostri genitori in modo anche peggiore. Provate di nuovo.”
Ishmael Beah ha 12 anni quando dalla sua casa in Sierra Leone parte a piedi insieme al fratello maggiore per andare a trovare alcuni amici che abitano in un altro villaggio. Le sue tasche sono piene di cassette di Run Dmc e altri cantanti rap.
Il giorno dopo è guerra, villaggi dati alle fiamme dai ribelli, civili massacrati, gente in fuga senza una meta, senza un piano che non sia quello di sopravvivere giorno dopo giorno. Ishmael non farà mai più ritorno al suo villaggio natale, non vedrà mai più la sua casa né la sua famiglia, massacrata dall’esercito ribelle.
Come tanti ragazzi Ishmael è costretto a fuggire, a nascondersi nella foresta, a rubare per mangiare. Un giorno viene catturato da una squadriglia dell’esercito regolare, sfamato, addestrato alla guerra, rifornito di armi e droga, istruito a uccidere.
L’esercito diventa la sua nuova famiglia. La sua missione è uccidere senza pietà i ribelli e tutti coloro che potrebbero collaborare con loro, depredare i villaggi per rifornirsi di cibo, lasciare dietro di se terra bruciata e una scia infinita di sangue. Ishamel diventa uno di quei soldati spietati che prima lo terrorizzavano. Ora Ishmael ha il fucile in mano e non deve più scappare. E’ lui che fa la guerra, è lui che terrorizza.
Nella Sierra Leone degli anni ‘90, per molti ragazzi e bambini l’arruolamento nell’esercito regolare o tra i ribelli è un’occasione per vendicare le violenze subite, ma anche l’unica alternativa disponibile alla morte per fame o per mano dei soldati. Molti civili vedono i ragazzi in fuga dalla guerra come un pericolo e li scacciano dai villaggi. Potrebbero essere ribelli anche loro, o banditi. Spesso è così. La guerra e la violenza diffondono il virus della diffidenza, che produce ancora violenza. Ogni estraneo è un potenziale nemico, forse un amico di quelli che hanno depredato, violentato e ucciso i propri amici e parenti.
Queste vicende sono narrate in prima persona da Ishmael Beah, classe 1980, gli anni novanta trascorsi da bambino soldato, vittima e carnefice nella Sierra Leone dei diamanti, oggi scrittore e attivista dei diritti umani.
E’ una storia che, al pari di tante altre del secolo ventesimo, supera in orrore ogni possibile immaginazione. E’ una storia africana, certamente. Nello stesso senso in cui Se questo è un uomo e il Diario di Anna Frank sono storie europee. Un libro imprescindibile per capire cosa sia la guerra. Ogni guerra.
Ishmael Beah, Memorie di un soldato bambino, Neri Pozza, 2007
Titolo originale: A Long Way Gone. Memoirs of Boy Soldier
March 11th, 2009 — viaggi
Una settimana a Siracusa alla fine di febbraio.
Viaggiare con un bambino piccolo. Per Alessandro primo viaggio in aereo e primo vero viaggio, se escludiamo un paio di weekend sulla rotta Milano-Genova. Viaggiare con un bambino di tre mesi non è una passeggiata. Comunque tutto è andato liscio. Importante è organizzarsi bene, fare le cose con molta calma, fare meno cose e farle meglio. E anche se si è in viaggio non sconvolgere orari e abitudini del bambino. Il bambino è un mammifero abitudinario.

Alloggio e aereo. Abbiamo affittato un appartamento a Ortigia tramite il sito Homelidays, 400 euro per una settimana, vista mare, internet wi-fi e ottima posizione vicino a negozi, ristoranti, mercato e tutto quanto. Il proprietario della casa è inglese. Non è strano a Ortigia. Negli ultimi tempi molte case in passato lasciate in decadenza sono state acquistate da stranieri che hanno approfittato di buoni prezzi per farsi in Sicilia unn seconda e a volte anche una prima casa. Favoriti anche dall’ottimo aeroporto di Catania Fontanarossa a un’ora circa di treno/auto/pullman da Siracusa, e dalle compagnie aeree low cost che lo collegano al nord Italia e alle principali città europee. Anche la compagnia con cui abbiamo volato è inglese (Easyjet). Segni dei tempi, della globalizzazione, e del grave ritardo dell’impresa italiana nel settore dei trasporti e del turismo.
Impressioni su Siracusa
Il clima. Siamo alla fine di febbraio, a Milano è pieno inverno. A Siracusa è tutta un’altra storia. Salvo i primi due giorni di forte vento, mareggiata e temperature intorno ai 10 gradi (per i siracusani erano le giornate più fredde da 5 anni, si vede che sono abituati bene…), per tutto il resto della settimana era già primavera, col sole tiepido che consente di mangiare fuori a pranzo e sedersi su una panchina davanti al mare. E poi, a Siracusa d’inverno e in tutta la Sicilia ci sono pochissimi turisti e l’atmosfera è più tranquilla e ospitale.
Ortigia. E’ il centro storico e la parte più bella di Siracusa. Ed è un’isola, collegata alla terraferma e al resto della città da un ponte. La Piazza del Duomo credo che sia una delle più belle d’Italia, e quindi del mondo. E poi le passeggiate sul lungomare, la luce, il blu del cielo e del mare, il bianco delle nuvole che passano, i vicoli ombreggiati e silenziosi, i palazzi sontuosi e decadenti, i panni stesi al sole che sventolano, l’odore del mare.

Il cibo. Dal pesce fresco comprato al mercato e cucinato nel forno di casa con pomodori di Pachino e capperi di Pantelleria, alle tante trattorie siciliane, friggitorie, ristoranti di Ortigia. Per il pesce è eccellente il Ristorante Medusa. Poi l’Osteria da Mariano con la cucina dei Monti Iblei e la Trattoria La Foglia che propone anche piatti vegetariani e dove ho mangiato ottimi tagliolini con le sarde e ancora strepitose sarde a boccafico. Prezzi sempre onesti e a volte più che onesti, almeno per chi è abituato a Milano.
Archeologia. La Neapolis è l’antico quartiere di Siracusa che coincide con il parco archeologico, un viaggio all’indietro nel tempo di oltre duemila anni. Merita assolutamente la visita, per il bellissimo teatro greco e l’anfiteatro romano, resti ben conservati di quando Siracusa contava un milione di abitanti ed era una delle città più importanti del mediterraneo, dove vivevano gli artisti, i filosofi e i poeti e dove Epicarmo ed Eschilo rappresentavano le loro opere teatrali.
Il peggio. Peccato che questo grande patrimonio archeologico e paesaggistico non venga adeguatamente gestito e valorizzato. Ampie aree del parco archeologico sono chiuse, l’accesso per i disabili piuttosto problematico, mancano totalmente pannelli esplicativi sia in italiano che in altre lingue. Scopro su Wikipedia che in base alla graduatoria stilata ogni anno dal Sole 24 ore, Siracusa è agli ultimi posti in Italia (e dunque in Europa) per risorse destinate alla cultura. Ben triste primato per la città che ha ospitato le prime rappresentazione assolute delle tragedie di Eschilo.

Link su Siracusa
» Francesca a Siracusa
» Foto di Ortigia
» Siracusa su Isole del mediterraneo
» Hotel Siracusa
» Bed and breakfast Siracusa