by zack on November 9, 2009
“A Milano il 54% degli abitanti vive solo”
“Lo zapping è il programma statisticamente più visto in televisione”
“Insieme a quello degli Stati Uniti, il popolo italiano è il più alienato del pianeta”
“Una marea di merda ricopre l’Italia”
“Stanno fondando un nuovo partito”
Ci sono libri di cui non si dovrebbe parlare, solo leggerli. Tra questi c’è Italia De Profundis di Giuseppe Genna. Rischiando di banalizzare un’opera estremamente complessa, scrivo poche righe a 6 mesi dalla lettura, oggi che il libro è stato insignito del premio Corrado Alvaro.
Di cosa parla Italia De Profundis? Di un intellettuale depresso e della nausea da anni zero, dello sfacelo dell’Italia contemporanea. Della mutazione antropologica. Dei neoitaliani. Si certamente, ma non è tutto qui. Italia De Profundis non è (o non è soltanto) l’ennesima denuncia autoreferenziale dello stato deprecabile in cui si trova il paese.
Il capitolo sulla morte del padre è di rara potenza espressiva, semplicemente emozionante. In Italia De Profundis si soffre. Qualche volta si ride. E sono risate di rabbia repressa, come nell’episodio terribile ed esilarante del villaggio turistico (che mi permetto di leggere semplicisticamente come una metafora dell’Italia tutta).
Certe parti sono noiose. L’autore consiglia di saltare alcune pagine perché di una noia intollerabile. (il lettore fa bene a seguire il consiglio, e io non ho esitato a seguirlo). Ho trovato noioso anche l’episodio a Venezia con David Lynch.
E’ un libro frammentario e frammentato, senza che questo sia un difetto, o un problema, o un fastidio. Il fastidio emerge per altre vie. E’ il fastidio ineludibile dello scrittore, di scrivere in maniera totale, di mettersi totalmente a nudo, di togliersi anche le mutande. E’ il fastidio nostro di essere qui e adesso, unito al piacere di esprimere ed espellere questo fastidio. E’ un libro che si può detestare per gli stessi motivi per cui si ama.
Italia De Profundis è un’opera che contiene il suo elogio, la sua critica e il suo superamento. Il rapporto molto particolare che s’instaura tra narratore e lettore è qualcosa d’inedito ed estremo, difficile da spiegare, un’esperienza che mette insieme complicità, spaesamento, pudore, provocazione, allucinazione.
A un certo punto ho visto Giuseppe Genna sdraiato su un lettino che mi raccontava le sue storie di merda e io avevo paura a guardarlo negli occhi e i suoi occhi ridevano.
Italia De Profundis è un romanzo del 2008 di Giuseppe Genna edito in Italia da Minimum Fax.
by zack on October 13, 2009
“Chip guardò la scatola e parlò d’impulso. – Non dovrebbe essere lui a decidere?
- E’ quello che ho pensato ieri, – rispose Gary. – Ma se vuole farlo ci sono altri modi. Stanotte dicono che andrà sotto zero. Potrebbe uscire con una bottiglia di whisky. Non voglio che la mamma lo trovi con la testa spappolata.”
Terzo romanzo di Jonathan Franzen, uscito nella sua prima edizione nel 2001, Le Correzioni è il libro che ha reso famoso l’autore in tutto il mondo.
Le Correzioni è un romanzo incentrato sulla famiglia e sulle sue psicopatologie. Attraverso l’accurata narrazione delle vite e delle relazioni dei componenti di una famiglia americana benestante di oggi, Franzen costruisce una trama fitta e appassionante, che cattura il lettore dalla prima all’ultima pagina, mettendolo nella posizione di osservatore esterno e onnisciente di un sistema sociale complesso (la famiglia Lambert), in cui i singoli componenti (Alfred e Enid, e i loro tre figli Gary, Chip e Denise, ma anche ognuno di noi nella vita reale) non sono mai in grado di comprendere i meccanismi relazionali nei quali sono immersi.
Moltissimi sono i temi e i problemi che Franzen mette a nudo. Problemi di carattere soprattutto morale. Ad esempio: come conciliare Individuo e Famiglia? Tra i due pilastri della morale occidentale contemporanea è in corso una guerra che lascia sul campo morti e feriti. I tre figli di Alfred e Enid hanno abbandonato il Mid West per trasferirsi sulla costa orientale (Philadephia e New York) e allentare, non sempre riuscendoci, le pressioni famigliari.
Gary, Denise e Chip. Un consulente finanziario, una chef di grido, un intellettuale . Cosi diversi e così uguali. Benestanti e depressi, alle prese con il mal di vivere della classe medio-alta. Vieni educato a porti degli obiettivi ambiziosi e a lavorare duramente per ottenerli, e poi scopri che quando il tuo obiettivo l’hai più o meno raggiunto la vita è sempre diversa da come l’hai immaginata e, soprattutto, sei più infelice di prima.
Un ruolo importante all’interno del romanzo ce l’ha la geografia, con i luoghi e le città che diventano simboli di uno stile di vita che è anche concezione morale. Il Mid West americano è evidentemente il custode della famiglia e delle virtù perbeniste, minacciate e sempre più accerchiate dalle pulsioni individualiste delle città cool della costa, New York e Philadelphia. E se negli Stati Uniti l’individualismo agisce pur sempre all’interno di un sistema di regole e istituzioni di controllo (come appunto la famiglia), nella Lituania post-sovietica (Chip in piena crisi fugge a Vilnius e ritrova fiducia in se stesso), le pulsioni anarco-capitaliste e individuali si sfogano liberamente, senza leggi o complessi di colpa, fino alla distruzione che è in parte suicidio e in parte saccheggio.
Le Correzioni di Jonathan Franzen è anche la storia del declino e della morte di un patriarca americano, della sua uccisione simbolica da parte dei figli e della moglie. (Una volta morto il patriarca, la famiglia potrà forse cedere alla disgregazione o ricomporsi secondo nuove regole e più in sintonia con la modernità, ogni individuo potrà avere l’illusione della rinascita e sentirsi liberato dal peso morale e fisico della famiglia patriarcale).
E’ la vicenda penosa della vecchiaia di un uomo probo e orgoglioso del suo essere probo. Alfred Lambert, indubbiamente l’eroe del romanzo, un giorno si trova di fronte al crollo del suo mondo semplificato, all’avanzare della morte in forma di dolore e malattia, con conseguente diminuzione del prestigio. Può mai essere rispettabile la vecchiaia, o lo è solo quando assomiglia un pò alla giovinezza, cioè non è accompagnata da malattia, dolore e demenza?
La sensazione prevalente in tutto il libro è l’irrimediabile decadenza che pervade ogni cosa. La casa dei Lambert a St Jude nel profondo Mid West, come il corpo di Alfred e ogni possibile riferimento simbolico, è una cosa viva nel senso di morente, in stato di putrefazione non retroattiva, con i barattoli pieni di urina nel laboratorio del seminterrato e oggetti dimenticati da decenni sotto chili di polvere. Il laboratorio di Alfred è l’ultimo (patetico) rifugio di un uomo che non riconosce più il suo paese e il suo mondo, è una discarica della modernità, piena di oggetti senza utilità o bellezza, oggetti tenuti forse per parsimonia, forse per una forma di rispetto profondamente anti-moderna.
Le Correzioni è un romanzo del 2001 di Jonathan Franzen edito in Italia da Einaudi.